Loghi Partner Campagnola

La ricorrenza del 60° Anniversario mi tormentava da un po’, in effetti avevo tentato di organizzare eventi diversi, compresa una presenza alla Fiera del Levante di Settembre, per riportare la macchina lì dove tutto era cominciato, o a quella di Padova…

ma oggettivamente spostare macchine di quel tipo ed età, oltretutto nel periodo post ferie estive non era cosa semplice, e nonostante il mio entusiasmo non ero riuscito a trovare il modo di concretizzare nulla…

 

Il tarlo quindi era rimasto sopito in un angolo del cervello, anche se ogni tanto ritornava a galla.. poi, inaspettatamente, pochi giorni prima delle ferie agostane, mia moglie si è trovata incastrata da impegni imprevisti per tutto Agosto, senza possibilità di sottrarsi..

 

Il mio lavoro mi offre invece solo le classiche ferie “blindate” ad Agosto, con l’Azienda che chiude, e quindi sarei rimasto comunque libero da impegni… il tarlo si è risvegliato improvvisamente e in breve si è imposto, non lasciandomi altro per la testa, anche se mancavano pochi, pochissimi giorni.

L’idea prende corpo, partire per un Raid Commemorativo, e, visto il poco preavviso e la difficoltà  a trovare altri “pazzi” come me, effettuarlo in “solitaria”… ma, siccome il tarlo ormai aveva preso il sopravvento, tanto ancora non bastava.. e quindi  ecco l’idea di farne un percorso “duro e puro” secondo tradizione Campagnola, evitando alberghi e simili e viaggiando in tenda e sacco a pelo…

Detto e fatto, allestisco le prime cose, metto alla frusta gli amici meccanici Fabio e Guido per una “preparazione” forzatamente superficiale, visto il poco tempo disponibile.. c’è solo il tempo di fare gli interventi più evidenti ed a tempo di record vengono sostituiti i cuscinetti del mozzo anteriore destro, una balestra un po’ “accucciata”, revisionati i freni, montate gomme stradali da 6.50 in luogo delle 6.00 artigliate normalmente in uso, ed ovviamente sostituiti completamente tutti i lubrificanti ed i liquidi, puntine, candele etc.

La macchina, come già detto, è una nota stradista.. negli ultimi 5 anni ha accumulato, con me, circa 40.000 km, ma la vera paura è che il motore è ancora come quando l’ho trovata, e non è mai stato aperto.. okka una guarnizione testa si rifà rapidamente anche per via, ma quali saranno le condizioni delle bronzine?


A tutto il resto c’è rimedio, a bordo viene caricata una cassa metallica con dentro di tutto, set guarnizioni completo, due pompe benzina, due acqua, motorini tergi, spinterogeno completo + calotte, condensatori e spazzole di ricambio, olio, acqua, benzina, ferri etc etc.. in pratica sono in condizioni di affrontare quasi tutto… recupero anche un estintore da 5 Kg in ufficio, a scanso di equivoci, e lo metto nel mucchio, a portata di mano.Mistero.. potrebbero avere 50.000 come 150.000 km, non c’è modo di saperlo.. il motore gira comunque bene e quindi via, si va sulla fiducia… alla peggio si tornerà in carro attrezzi.. 

L’amico Giuliano, sempre in pochi giorni, mi realizza un telo copricassone.. le esperienze di molti raduni mi hanno insegnato che in tre giorni di raduno la polvere arriva ovunque in quantità industriali.. figuriamoci in tre settimane e con percorsi che già conosco sugli sterrati polverosi del Salento… è necessario proteggere abiti ed effetti personali se non voglio poi dormire in un sacco a pelo simile ad un sacco di cemento vuoto..

Per ulteriore cautela ogni borsa, sotto il telo, sarà infilata dentro un sacco da spazzatura nero che al bisogno potrò semplicemente buttare e sostituire…

A parte gli amici coinvolti nella preparazione nessuno sa cosa mi sto preparando a fare, gli altri mi vedranno arrivare a sorpresa, sempre se li troverò a casa….

E ci siamo .. il poco tempo disponibile non mi ha consentito di cercare sostegni e sponsor.. ottengo solo un set di adesivi che l’amico Gianni, basito dalla follia del programma, mi realizza in 24 ore ed in modo assolutamente gratuito.. sarà il solo sponsor del Raid.

Sul muso della Campa troneggia uno scudo triangolare con la cartina d’Italia, sulla quale riporterò a

pennarello le varie tappe… più volte devo dire, perché nonostante i pennarelli siano “indelebili” il colore per tutto il viaggio tenderà a svanire ogni paio di giorni a causa del sole e della temperatura.

Ormai è tutto pronto, ho realizzato anche una sacchetta con tasche per il materiale di immediato consumo, penne, carta, telefono, spray zanzare e doposole… ancora un amico, il buon Maurizio, esperto meccanico e fuoristradista, mi riempie di consigli e mi allunga uno spray antiaggressione, preoccupato per le soste “libere” che ho previsto.

Il 6 Agosto impiego la mattina nel carico finale; il problema principale è che per tutto il tempo abiti, ricambi ed ogni cosa saranno su una macchina completamente aperta e priva di cassetti o serrature.. Fabio mi ha realizzato in pochi minuti una specie di “cassetta di sicurezza”, utilizzando una scatola metallica portamunizioni ex EI, imbullonata dall’interno nel pozzetto della batteria e dotata di lucchetto, per proteggere almeno documenti, portafogli e macchina fotografica.. altro non ci sta.

 

Ad ora di pranzo sono al via, ho l’abitudine di non mangiare mai in viaggio, quindi inutile aspettare ancora.. sotto la piomba del sole di mezzogiorno finalmente mi avvio, dal momento in cui mi è venuta la malsana idea sono passati appena 8 giorni, nei quali oltretutto ho regolarmente lavorato… più veloci di così si muore.

Se dicessi che parto tranquillo e beato mentirei… ho davanti oltre 3000 km, la temperatura è africana, sono solo e qualsiasi cosa succeda non posso contare che sul cellulare ed una lunga lista di amici sparsi per l’italia… in fondo alla lista ci sono anche i numeri di tre aziende specializzate nei trasporti di vetture con bisarche, ma spero di non averne bisogno.

 

Inizio il viaggio, piede leggero e decido di evitare per quanto possibile l’autostrada, da dove mi potrebbe recuperare solo l’ACI, e mi son dimenticato di far la tessera… il caldo è terribile, ma la mia vecchia She Devil pare non curarsene affatto… lentamente allungo, le gomme di diametro maggiore e con impronta stradale mi regalano un’andatura liscia e sciolta a cui non sono abituato.. i km girano sul tachimetro, ma ho deciso di non strafare, così lungo la strada faccio un paio di soste approfittando  per le mie solite cacce a pezzi di ricambio.. ed infatti dopo tre ore ho già riempito i pochi spazi rimasti liberi con varie ed eventuali che intendo portare in regalo ai vecchi amici.

Lungo la strada, secondo uno schema che manterrò sino in fondo, quando il caldo si fa sentire troppo accosto al primo tratto di spiaggia, tolgo i calzoni e col costume che ho già indosso mi butto in acqua per rinfrescarmi.. poi mi asciugo al sole e riparto…

Il primo stacco è senza impegni, concludo a 450 km ed atterro a San Benedetto del Tronto, letteralmente, dentro la veranda della roulotte dove i miei stanno passando le vacanze, ovviamente senza preavvisare.

Tanto è l’entusiasmo che non vedo le corde per stendere, e le strappo parcheggiando quasi sotto l’ombrellone .. pappe e nanne sono assicurate, almeno per stasera!

Siccome la mamma è sempre la mamma racconto una balla, ovvero che sto tornando dal Raid, e non che è appena iniziato, oppure mia madre starebbe in pensiero per due settimane…per il resto del tempo al telefono le racconterò di essere a Vicenza…

La mattina dopo siamo nuovamente di partenza, l’intenzione è di bruciare al più presto metà della distanza, quindi le tappe sono forzate… il programma è di intercettare altri due amici, Francesco a Teramo e Lucio a Lesina, ma già all’inizio infilo due buche da paura… Francesco ha avuto un’imprevisto, e non sarà a casa, scoprirò dopo che mi ha incrociato in autostrada vedendo la macchina.. ma senza credere possibile che fossi proprio  io..

Arrivo a Lesina quindi in netto anticipo rispetto al previsto, ma di Lucio nessuna traccia, telefono muto e la casa appare sbarrata.. e si che l’ho sentito la sera prima, certo, dovevo arrivare nel pomeriggio, ma…

Attendo tre ore terribili ( forse le peggiori di tutto il viaggio) sotto un sole da deserto, in strada ci sono solo io, e continuo a bere, ma senza trovare refrigerio… alle 14.00, dopo infinite telefonate decido di demordere e riprendo la via.. solo alle 17.00 finalmente mi chiama Lucio chiedendomi dove fossi, e che mi sta aspettando in balcone da ore… si era dimenticato di dirmi che dall’ultima volta che ero sceso aveva cambiato casa, ed io ero andato a cercarlo in quella vecchia…..

Poco male, ormai ho allungato sino a Bari e sto arrivando, domani mattina mi aspettano alla Fiera del Levante, quindi ho trasgredito e per una notte dormo in albergo a pochi metri dalla Fiera…

Sono nella mia città natale, che conosco solo poco, non chiamo parenti né conoscenti, me la voglio godere con la campa.. dopo una lunga doccia ed essermi cambiato a sera esco con la macchina, percorro il lungomare con i lampioni in ferro battuto che ricordo da quando ero piccolo, raggiungo il centro, il Castello Svevo, Bari Vecchia ormai trasformata in una specie di Portofino e zeppa di locali… mi fermo invece in uno dei luoghi più caratteristici di Bari, “n’derr a la lanza”, ovvero il vecchio mercato del pesce, dove le barche atterrano letteralmente dietro le bancarelle per la vendita diretta.. c’è un classico chiosco da pescatori, noto per le sue birre ghiacciate e per i panzerotti sempre caldi…

 

Dopo essermi abbuffato sconvolgo qualche passante.. voglio fotografare la macchina dalla parte del molo dove arrivano i pescatori, ma ovviamente non c’è spazio.. quindi uso lo scivolo con cui alano   le barche, entro in acqua e risalgo dall’altra parte…in un attimo ho intorno 10 persone che chiedono, guardano, toccano, in un attimo son tutti amici miei.. eh, beh, è vero, sono arrivato in Puglia, dove l’accoglienza è sempre un po’ soffocante ed invadente.. ma tanto piacevole!





Il sole scende, a parte gli scherzi ho macinato altri 400 km, sono stanco.. rientro in albergo ed attacco l’unico condizionatore che vedrò per più di due settimane.

...








La mattina dopo ecco che siamo al passaggio tòpico… ho preavvisato la Direzione della Fiera e mi aspettano alle 09.00.. io sono lì in anticipo, ovviamente..



Finalmente il responsabile arriva e mi mette a disposizione il capo del servizio di Sicurezza, un signore gentilissimo che sarà a mia completa disposizione per il tempo necessario… unica cosa lascia che sia io a decidere dove fare le foto, con un sorriso sornione ed una mano dietro la schiena.. io cerco la piazza coperta del filmato del 51 che ho visionato, ma non la trovo.. faccio foto dove possibile, gli spazi non sono molto aperti, ed ho difficoltà ad inquadrare scorci significativi che diano un senso alla cosa…



Scatto comunque le foto di rito, un po’ deluso, ed ho finito.. ma ecco che l’amico abbassa il carico, ha sentito le mie descrizioni e si è fatto un’idea.

Mi accompagna ad un capannone d’angolo, il N° 18, lontano dal centro della fiera,  e chiuso…

Si tratta mi spiega della struttura più vecchia della Fiera, insieme all’ingresso monumentale in stile liberty, risalente a prima della Guerra.. tutto il resto con gli anni è stato abbattuto e sostituito, ma questo no…

Apre il portone.. ed eccolo lì, quello del filmato Luce non era come credevo una piazza coperta, ma un vero capannone a pianta quadrata coperto da spettacolari, per l’epoca, travi geodetiche…  riconosco il posto, è lì che la prima Campagnola mai uscita su strada ha mosso i propri passi.. sarà stupido, ma mi commuovo..




Mi spiegano che in realtà quel capannone era sede della Filiale Fiat di Bari, ed era aperto anche verso l’esterno, avendo una posizione d’angolo, così da essere accessibile tutto l’anno… abbastanza logico quindi che in occasione delle Fiere la Fiat utilizzasse lo spazio già disponibile, quindi l’amico aveva fatto 2+2 e ci aveva preso in pieno!

Il capannone, completamente vuoto, è un po’ triste, ma non importa.. il posto E’ questo, missione compiuta!

Saluto calorosamente e prendo l’uscita.. ora non ho più programmi e scadenze precise,  da qui in poi posso fare un po’ come voglio.


Bari-Otranto

Mi avvio quindi con calma e proseguo per altri 100 km circa, fermandomi al mio paese di adozione estiva, Ostuni, dove vado a trovare altri amici e compio un “pellegrinaggio” nei posti che amo di più… il giorno successivo finalmente completo la discesa e raggiungo Otranto e Santa Maria di Leuca… qui la tenda e la sdraio ereditata dal buon Jaco mi faranno compagnia per 4 meritati giorni di mare e sole senza altri pensieri che scottarmi, tuffarmi e mangiare (bene…).

 

La stanchezza del viaggio sommata a quella di 11 mesi di lavoro finalmente si può stemperare in ozio puro.. sono ospite della Scuola di Sub del mio amico Piero, il Sud Est Diving alle Orte di Otranto…  a due passi una cava di Bauxite staglia incredibili collinette di aspetto marziano, rosso fuoco, contro un laghetto circondato da un canneto, che per contrasto assume un colore verde smeraldo che lo fa sembrare finto… la Campagnola se ne va a spasso sulle scogliere a picco sul mare, dove per andare a fare il bagno bisogna essere un pò nuotatori ed un po’ alpinisti.. i giorni sono pochi, e passano troppo in fretta.