La ricorrenza del 60° Anniversario mi tormentava da un po’, in effetti avevo tentato di organizzare eventi diversi, compresa una presenza alla Fiera del Levante di Settembre, per riportare la macchina lì dove tutto era cominciato, o a quella di Padova…
ma oggettivamente spostare macchine di quel tipo ed età, oltretutto nel periodo post ferie estive non era cosa semplice, e nonostante il mio entusiasmo non ero riuscito a trovare il modo di concretizzare nulla…
Il tarlo quindi era rimasto sopito in un angolo del cervello, anche se ogni tanto ritornava a galla.. poi, inaspettatamente, pochi giorni prima delle ferie agostane, mia moglie si è trovata incastrata da impegni imprevisti per tutto Agosto, senza possibilità di sottrarsi..
Il mio lavoro mi offre invece solo le classiche ferie “blindate” ad Agosto, con l’Azienda che chiude, e quindi sarei rimasto comunque libero da impegni… il tarlo si è risvegliato improvvisamente e in breve si è imposto, non lasciandomi altro per la testa, anche se mancavano pochi, pochissimi giorni.
L’idea prende corpo, partire per un Raid Commemorativo, e, visto il poco preavviso e la difficoltà a trovare altri “pazzi” come me, effettuarlo in “solitaria”… ma, siccome il tarlo ormai aveva preso il sopravvento, tanto ancora non bastava.. e quindi ecco l’idea di farne un percorso “duro e puro” secondo tradizione Campagnola, evitando alberghi e simili e viaggiando in tenda e sacco a pelo…
Detto e fatto, allestisco le prime cose, metto alla frusta gli amici meccanici Fabio e Guido per una “preparazione” forzatamente superficiale, visto il poco tempo disponibile.. c’è solo il tempo di fare gli interventi più evidenti ed a tempo di record vengono sostituiti i cuscinetti del mozzo anteriore destro, una balestra un po’ “accucciata”, revisionati i freni, montate gomme stradali da 6.50 in luogo delle 6.00 artigliate normalmente in uso, ed ovviamente sostituiti completamente tutti i lubrificanti ed i liquidi, puntine, candele etc.

La macchina, come già detto, è una nota stradista.. negli ultimi 5 anni ha accumulato, con me, circa 40.000 km, ma la vera paura è che il motore è ancora come quando l’ho trovata, e non è mai stato aperto.. okka una guarnizione testa si rifà rapidamente anche per via, ma quali saranno le condizioni delle bronzine?
A tutto il resto c’è rimedio, a bordo viene caricata una cassa metallica con dentro di tutto, set guarnizioni completo, due pompe benzina, due acqua, motorini tergi, spinterogeno completo + calotte, condensatori e spazzole di ricambio, olio, acqua, benzina, ferri etc etc.. in pratica sono in condizioni di affrontare quasi tutto… recupero anche un estintore da 5 Kg in ufficio, a scanso di equivoci, e lo metto nel mucchio, a portata di mano.Mistero.. potrebbero avere 50.000 come 150.000 km, non c’è modo di saperlo.. il motore gira comunque bene e quindi via, si va sulla fiducia… alla peggio si tornerà in carro attrezzi..
L’amico Giuliano, sempre in pochi giorni, mi realizza un telo copricassone.. le esperienze di molti raduni mi hanno insegnato che in tre giorni di raduno la polvere arriva ovunque in quantità industriali.. figuriamoci in tre settimane e con percorsi che già conosco sugli sterrati polverosi del Salento… è necessario proteggere abiti ed effetti personali se non voglio poi dormire in un sacco a pelo simile ad un sacco di cemento vuoto..
Per ulteriore cautela ogni borsa, sotto il telo, sarà infilata dentro un sacco da spazzatura nero che al bisogno potrò semplicemente buttare e sostituire…
A parte gli amici coinvolti nella preparazione nessuno sa cosa mi sto preparando a fare, gli altri mi vedranno arrivare a sorpresa, sempre se li troverò a casa….
E ci siamo .. il poco tempo disponibile non mi ha consentito di cercare sostegni e sponsor.. ottengo solo un set di adesivi che l’amico Gianni, basito dalla follia del programma, mi realizza in 24 ore ed in modo assolutamente gratuito.. sarà il solo sponsor del Raid.
Sul muso della Campa troneggia uno scudo triangolare con la cartina d’Italia, sulla quale riporterò a

pennarello le varie tappe… più volte devo dire, perché nonostante i pennarelli siano “indelebili” il colore per tutto il viaggio tenderà a svanire ogni paio di giorni a causa del sole e della temperatura.
Ormai è tutto pronto, ho realizzato anche una sacchetta con tasche per il materiale di immediato consumo, penne, carta, telefono, spray zanzare e doposole… ancora un amico, il buon Maurizio, esperto meccanico e fuoristradista, mi riempie di consigli e mi allunga uno spray antiaggressione, preoccupato per le soste “libere” che ho previsto.
Il 6 Agosto impiego la mattina nel carico finale; il problema principale è che per tutto il tempo abiti, ricambi ed ogni cosa saranno su una macchina completamente aperta e priva di cassetti o serrature.. Fabio mi ha realizzato in pochi minuti una specie di “cassetta di sicurezza”, utilizzando una scatola metallica portamunizioni ex EI, imbullonata dall’interno nel pozzetto della batteria e dotata di lucchetto, per proteggere almeno documenti, portafogli e macchina fotografica.. altro non ci sta.
Ad ora di pranzo sono al via, ho l’abitudine di non mangiare mai in viaggio, quindi inutile aspettare ancora.. sotto la piomba del sole di mezzogiorno finalmente mi avvio, dal momento in cui mi è venuta la malsana idea sono passati appena 8 giorni, nei quali oltretutto ho regolarmente lavorato… più veloci di così si muore.
Se dicessi che parto tranquillo e beato mentirei… ho davanti oltre 3000 km, la temperatura è africana, sono solo e qualsiasi cosa succeda non posso contare che sul cellulare ed una lunga lista di amici sparsi per l’italia… in fondo alla lista ci sono anche i numeri di tre aziende specializzate nei trasporti di vetture con bisarche, ma spero di non averne bisogno.
Inizio il viaggio, piede leggero e decido di evitare per quanto possibile l’autostrada, da dove mi potrebbe recuperare solo l’ACI, e mi son dimenticato di far la tessera… il caldo è terribile, ma la mia vecchia She Devil pare non curarsene affatto… lentamente allungo, le gomme di diametro maggiore e con impronta stradale mi regalano un’andatura liscia e sciolta a cui non sono abituato.. i km girano sul tachimetro, ma ho deciso di non strafare, così lungo la strada faccio un paio di soste approfittando per le mie solite cacce a pezzi di ricambio.. ed infatti dopo tre ore ho già riempito i pochi spazi rimasti liberi con varie ed eventuali che intendo portare in regalo ai vecchi amici.
Lungo la strada, secondo uno schema che manterrò sino in fondo, quando il caldo si fa sentire troppo accosto al primo tratto di spiaggia, tolgo i calzoni e col costume che ho già indosso mi butto in acqua per rinfrescarmi.. poi mi asciugo al sole e riparto…
Il primo stacco è senza impegni, concludo a 450 km ed atterro a San Benedetto del Tronto, letteralmente, dentro la veranda della roulotte dove i miei stanno passando le vacanze, ovviamente senza preavvisare.
Tanto è l’entusiasmo che non vedo le corde per stendere, e le strappo parcheggiando quasi sotto l’ombrellone .. pappe e nanne sono assicurate, almeno per stasera!
Siccome la mamma è sempre la mamma racconto una balla, ovvero che sto tornando dal Raid, e non che è appena iniziato, oppure mia madre starebbe in pensiero per due settimane…per il resto del tempo al telefono le racconterò di essere a Vicenza…
La mattina dopo siamo nuovamente di partenza, l’intenzione è di bruciare al più presto metà della distanza, quindi le tappe sono forzate… il programma è di intercettare altri due amici, Francesco a Teramo e Lucio a Lesina, ma già all’inizio infilo due buche da paura… Francesco ha avuto un’imprevisto, e non sarà a casa, scoprirò dopo che mi ha incrociato in autostrada vedendo la macchina.. ma senza credere possibile che fossi proprio io..
Arrivo a Lesina quindi in netto anticipo rispetto al previsto, ma di Lucio nessuna traccia, telefono muto e la casa appare sbarrata.. e si che l’ho sentito la sera prima, certo, dovevo arrivare nel pomeriggio, ma…

Attendo tre ore terribili ( forse le peggiori di tutto il viaggio) sotto un sole da deserto, in strada ci sono solo io, e continuo a bere, ma senza trovare refrigerio… alle 14.00, dopo infinite telefonate decido di demordere e riprendo la via.. solo alle 17.00 finalmente mi chiama Lucio chiedendomi dove fossi, e che mi sta aspettando in balcone da ore… si era dimenticato di dirmi che dall’ultima volta che ero sceso aveva cambiato casa, ed io ero andato a cercarlo in quella vecchia…..
Poco male, ormai ho allungato sino a Bari e sto arrivando, domani mattina mi aspettano alla Fiera del Levante, quindi ho trasgredito e per una notte dormo in albergo a pochi metri dalla Fiera…
Sono nella mia città natale, che conosco solo poco, non chiamo parenti né conoscenti, me la voglio godere con la campa.. dopo una lunga doccia ed essermi cambiato a sera esco con la macchina, percorro il lungomare con i lampioni in ferro battuto che ricordo da quando ero piccolo, raggiungo il centro, il Castello Svevo, Bari Vecchia ormai trasformata in una specie di Portofino e zeppa di locali… mi fermo invece in uno dei luoghi più caratteristici di Bari, “n’derr a la lanza”, ovvero il vecchio mercato del pesce, dove le barche atterrano letteralmente dietro le bancarelle per la vendita diretta.. c’è un classico chiosco da pescatori, noto per le sue birre ghiacciate e per i panzerotti sempre caldi…


Il sole scende, a parte gli scherzi ho macinato altri 400 km, sono stanco.. rientro in albergo ed attacco l’unico condizionatore che vedrò per più di due settimane.
...
La mattina dopo ecco che siamo al passaggio tòpico… ho preavvisato la Direzione della Fiera e mi aspettano alle 09.00.. io sono lì in anticipo, ovviamente..

Finalmente il responsabile arriva e mi mette a disposizione il capo del servizio di Sicurezza, un signore gentilissimo che sarà a mia completa disposizione per il tempo necessario… unica cosa lascia che sia io a decidere dove fare le foto, con un sorriso sornione ed una mano dietro la schiena.. io cerco la piazza coperta del filmato del 51 che ho visionato, ma non la trovo.. faccio foto dove possibile, gli spazi non sono molto aperti, ed ho difficoltà ad inquadrare scorci significativi che diano un senso alla cosa…


Scatto comunque le foto di rito, un po’ deluso, ed ho finito.. ma ecco che l’amico abbassa il carico, ha sentito le mie descrizioni e si è fatto un’idea.
Mi accompagna ad un capannone d’angolo, il N° 18, lontano dal centro della fiera, e chiuso…
Si tratta mi spiega della struttura più vecchia della Fiera, insieme all’ingresso monumentale in stile liberty, risalente a prima della Guerra.. tutto il resto con gli anni è stato abbattuto e sostituito, ma questo no…

Apre il portone.. ed eccolo lì, quello del filmato Luce non era come credevo una piazza coperta, ma un vero capannone a pianta quadrata coperto da spettacolari, per l’epoca, travi geodetiche… riconosco il posto, è lì che la prima Campagnola mai uscita su strada ha mosso i propri passi.. sarà stupido, ma mi commuovo..

Mi spiegano che in realtà quel capannone era sede della Filiale Fiat di Bari, ed era aperto anche verso l’esterno, avendo una posizione d’angolo, così da essere accessibile tutto l’anno… abbastanza logico quindi che in occasione delle Fiere la Fiat utilizzasse lo spazio già disponibile, quindi l’amico aveva fatto 2+2 e ci aveva preso in pieno!
Il capannone, completamente vuoto, è un po’ triste, ma non importa.. il posto E’ questo, missione compiuta!
Saluto calorosamente e prendo l’uscita.. ora non ho più programmi e scadenze precise, da qui in poi posso fare un po’ come voglio.
Bari-Otranto
Mi avvio quindi con calma e proseguo per altri 100 km circa, fermandomi al mio paese di adozione estiva, Ostuni, dove vado a trovare altri amici e compio un “pellegrinaggio” nei posti che amo di più… il giorno successivo finalmente completo la discesa e raggiungo Otranto e Santa Maria di Leuca… qui la tenda e la sdraio ereditata dal buon Jaco mi faranno compagnia per 4 meritati giorni di mare e sole senza altri pensieri che scottarmi, tuffarmi e mangiare (bene…).

La stanchezza del viaggio sommata a quella di 11 mesi di lavoro finalmente si può stemperare in ozio puro.. sono ospite della Scuola di Sub del mio amico Piero, il Sud Est Diving alle Orte di Otranto… a due passi una cava di Bauxite staglia incredibili collinette di aspetto marziano, rosso fuoco, contro un laghetto circondato da un canneto, che per contrasto assume un colore verde smeraldo che lo fa sembrare finto… la Campagnola se ne va a spasso sulle scogliere a picco sul mare, dove per andare a fare il bagno bisogna essere un pò nuotatori ed un po’ alpinisti.. i giorni sono pochi, e passano troppo in fretta.

Otranto-Gallipoli

Il programma prevede che mi sposti nuovamente approfittando del fermo assoluto di Ferragosto.. così il 15 sono pronto, saluto e mi muovo.. tutto deserto e cammino in pace.
Mi accorgo che non metto più quasi attenzione al giro del motore, la tensione dei primi due giorni è scomparsa, la macchina funziona perfettamente e non dà nessun segno di stanchezza, anche con temperature allucinanti…

Anzi, a causa di queste si crea l’unico problema dell’intero viaggio… già il secondo giorno le scarpe usate avevano dato forfait… i mocassini, immersi nel calore della pedaliera, che riceve quasi per intero la temperatura del motore con credo almeno 60 gradi costanti, si erano.. sciolti.
La suola si era completamente scollata ed aperta sui fianchi, costringendomi ad adottare il secondo paio di scarpe, un paio di mocassini “da combattimento” che uso di solito per i lavori, esteticamente distrutti ma buoni per lavorare.. ma anche questi nel viaggio di trasferimento da Otranto cedono, la suola destra si stacca per metà e resta attaccata solo per la punta.. non posso usare i sandali da mare perché rischio ustioni alla pelle, devo per forza usare scarpe chiuse e calsini, anche le leve del tunnel, sfiorate col polpaccio, sono incandescenti..

Ma la Campa va…. Ogni 150 km mi fermo per darle respiro e controllo, ma pare che non serva.. alla fine non sarà stato costretto ad aggiungere nemmeno un goccio d’acqua, impressionante!
Gallipoli-Beneveto
Quindi risalgo la Jonica, Gallipoli, Taranto, Metaponto, giro all’interno saltando Salerno e Napoli e raggiungo Benevento.
Mi aspetta Fedele, che però è di turno.. è medico al 118 dell’Ospedale di Benervento, così arrivo e mi rinfranco nella sala Triage del 118 locale, utilizzando uno dei computer degli operatori per dare un’occhiata a quel che succede nel mondo.

La Campagnola, insieme alla Nuova Campagnola 1107 di Fedele, anch’essa Vigili del Fuoco, fa la sua sporca figura.. metà degli operatori del Suem hanno l’occhio lucido guardando le due bestiacce arrostirsi al sole..
A sera raggiungiamo un paese vicino dove abbiamo appuntamento con Kri, un altro amico del Club Campagnola.. al telefono ci dice che ci aspetta in piazza, così.. arriviamo in volata, lampeggiante blu acceso nella notte e sirene spiegate, entriamo al centro della piazza con frenatona scenografica e…. nel silenzio improvviso dopo spenta la sirena ed il motore ci troviamo al centro della piazza con tutto il paese che ci guarda con aria interrogativa… Kri non c’è ancora… facciami i vaghi, ma è inutile, abbiamo fatto una figura di cacca….!!!!!
Vabbè poco male, Kri arriva, ceniamo con la sua famiglia, andiamo a visitare il loculo dove giace la sua Campagnola .. dico giace perché Kri non ha mai partecipato ai raduni con quella , ma sempre a bordo della macchina di Fedele, ed è d’obbligo sfotterlo almeno un po’..
Troppo presto termina anche questa serata, domattina altro programma…. All’alba delle 11.00 riusciamo

a metterci in strada con entrambe le macchine, raggiungiamo Napoli e poi Pozzuoli.. l’idea, dopo le foto della Campa “marziana”, è quella di fare foto della Campa “venusiana” con lo sfondo dei fumi delle solfatare.. purtroppo non ci viene consentito l’accesso e ci dobbiamo accontentare di fotografare i nostri brutti musi… nel contempo però anche l’ultimo pezzo di suola cede definitivamente e mi resta in mano. Fatto ampiamente documentato dai presenti entusiasti…
Non voglio pensare all’aspetto che ho quando scendo dalla macchina nelle soste, ho l’aspetto disfatto dal calore, i capelli incollati, le scarpe completamente sfondate, maglietta e pantaloni sono macchiati di sudore fresco ed alonati delle sudate precedenti in ampi festoni bianchi… inutile combattere, anche se mi cambio due volte al giorno bastano due/tre ore per ridurre qualsiasi cosa in uno stato pietoso..meno male che ne ho parecchi di scorta.
Ove possibile lavo tutto alla garibaldina, bianchi e colorati a 40°, oppure l’odore mi soffocherebbe nonostante l’andatura e la macchina completamente aperta.. l’asciugatura non è un problema, appendo tutto alle centine del cassone ed in 20 minuti è tutto perfettamente asciugato..

Okka, le foto le abbiamo fatte, mangiata di
pesce con cameriere molto dubbioso sul mio aspetto generale e si ritorna a Benevento.
Fedele mi svela la sua cripta, zeppa di ogni ben di Dio e foderata di Guzzi spettacolari che da ex Guzzista gli invidio, sinceramente… appare però un cartone, con 12 bottiglie del suo “vinello”.. uno spettacolare Greco di Tufo che cura personalmente e che trova immediatamente posto in macchina.. ci mancherebbe.. a costo di scaricare i vestiti non lo lascio certo giù!
La sera siamo con la sua famiglia e poi via.
Benevento-Latina
il programma prevenderebbe a questo punto di raggiungere la costa a nord di Napoli e poi fare Scauri, Gaeta, Sperlonga puntando verso Roma.
Ma la mattina seguente, dopo aver finalmente comprato due nuove paio di paia di scarpe da ginnastica ( non si sa mai.. speriamo che bastino) raggiungo Scauri, ma il traffico sulla litoranea è pazzesco.. mi faccio due ore e mezzo di file ed a stento raggiungo Formia.. temo che l’andatura in colonna possa finalmente aver ragione della spaventova capacità del radiatore, e che la testa non possa reggere… cambio quindi programma e mi giro verso l’interno, Itri, Fondi e nuovamente sul litorale a Terracina.. niente, colonna anche qui, abbandono definitivamente la costa e dirigo a Latina.. è la volta che finalmente riesco a visitare il Museo di Piana delle Orme.
Detto fatto, arrivo e riesco ad ottenere l’accesso all’interno per qualche altra foto.. il Museo è impressionante per la ricchezza di reperti.
Come in molti sanno tra il resto spicca l’unico esemplare funzionante di carro Sherman anfibio ( al mondo ne esistono solo altri due, ma non funzionanti) affondato in mare e recuperato solo nel 1998, per poi sottoporlo ad un faticosissimo restauro… inoltre analogo percorso per un Curtiss P40L, un aereo da caccia statunitense anch’esso recuperato dai fondali italiani ed esposto nello stato in cui è stato rinvenuto.. ma sono solo un minimo assaggio di quel che c’è!
Non me ne vogliano gli amici appassionati di storia militare, ma personalmente, anche se i capannoni relativi ai mezzi militari, alla battaglia di Cassino, El Alamein ed allo sbarco di Anzio sono stupendi, ho trovato ancora più affascinanti quelli dedicati alla storia delle bonifiche dell’Agro Pontino.. una visita spettacolare!
Terminato il giro (anche i capannoni in quanto a temperatura non scherzavano, comunque), cerco una sistemazione… beh, accenno solo al fatto che il primo “Camere Condizionate” che trovo mi accoglie in modo strano… mi chiedono se intendo fermarmi TUTTA la notte (??!!) e se sono solo… chè loro han solo camere MATRIMONIALI…
Che scemo.. a 52 anni son cascato come un pollo in un albergo a ore!
Vabbè, trovo indicazioni e raggiungo un posto più normale… una lunga doccia ed un paio di telefonate.. becco l’amico Caterpillar che senza preavviso molla tutto e mi raggiunge con la famiglia per una bellissima serata… scopriremo solo successivamente che anche un’altra amica è passata davanti alla pensione vedendo la macchina… pensando fosse proprio UGUALE alla mia e proseguendo!
Facciamo festa al vino di Fedele e poi a nanna… una costante del raid è stata l’assoluta facilità di sonno.. arrivavo a sera talmente cotto che non ho mai faticato ad addormentarmi.. chissà come mai….
Passata la notte mi muovo e raggiungo Roma. L’intenzione è quella di fare qualche foto, ma senza conoscere la viabilità mi trovo ben presto impelagato nei divieti e, temendo una raffica di multe riesco a fotografare malissimo solo il Colosseo da un parcheggio di Taxi, e la piramide Cestia .. quella da roma è una vera fuga, da solo non sono in grado di raccapezzarmi nel traffico.
Prendo quindi nuovamente il GRA, e proseguo per Firenze.. il nuovo arrivo di tappa è Orte, dal buon Piero.
Qui, si sa, è un porto accogliente in ogni situazione, Piero, la moglie e famiglia sono di una ospitalità imbarazzante.. inoltre per un colpo di fortuna (mio.. forse avrebbero preferito stare più in pace, sorry..) arrivo il giorno dell’anniversario di matrimonio, e per la sera è prevista una cena coi controfiocchi!
Riesco a contattare anche Alessandro, che ci raggiunge con la sua Duchessa.. insieme alla mia ed alle numerose Campagnole di Piero, di cui una in attuale restauro totale che ammiriamo tutti, sarà la massima concentrazione di Campagnole dell’intero Raid.
Facciamo festa ancora alle bottiglie di Fedele, graditissime ovunque…e termino la serata un po’ più “vivace” di quel che vorrei…. chiedo scusa agli ospiti…. Ma tra loro, gli amici ed il vino si stava troppo bene!
Orte-Vicenza

Ma i giorni ed i chilometri accumulati si fan sentire, e comincio ad essere un po’ stanco… la mattina quindi passiamo a trovare Alessandro a casa sua, tra altre Campagnole sane e non e senza attendere ora di pranzo saluto e mi rimetto per strada…
A casa mancano circa 600 km, ed è prevista un’ulteriore tappa in Toscana.. ma gli amici toscani non rispondono al telefono, e mentre risalgo ancora una volta la stanchezza ha il sopravvento.. ho voglia di casa e del mio lettino..

Giunto a Firenze e non essendo ancora riuscito a contattare gli amici giro il muso verso l’Appennino per quella che sarà la tratta più lunga dell’intero Raid…
Non rinuncio all’ultimo passaggio, a Bologna, deviando per Modena/Verona anziché salire per Padova, chiamo ancora Giuliano e Gianluca per un saluto veloce al casello di Campogalliano.. la quota raggiunta qui è già di 2.950 km, un’ultimo abbraccio e sono finalmente sulla via di casa, dove arriverò col contachilometri che segna la bellezza di 3.046 km percorsi…. Stanchissimo ma soddisfatto.
La Campagnola? Non ha fatto un plissé, nonostante sia stata sottoposta ad uno stress pauroso.. la cassa attrezzi e ricambi non è neppure mai stata aperta, come detto nonostante le temperature non ha consumato neppure un ditale d’acqua…olio qualcosa a causa di un fastidioso trafilamento che ha sempre avuto, ma niente di che..
Unico e solo guasto.. la lampadina del lampeggiante si è bruciata da qualche parte tra Latina e Orte… niente di più.
Niente male per un ferro vecchio di 49 anni d’età…. la Campagnola è più di un’auto, è un vero mito!
E’ una macchina incredibile, impagabile.. va solo in parte a benzina, per il resto va a fiducia, tu credi in lei, e lei non ti molla mai… si è meritata un po’ di riposo, e non appena sarà pronta la sorellina in via di completamento She Devil godrà di una generale rinfrescata, per predisporla ad altri anni ancora di avventure e soddisfazioni…
In 60 anni passati su strada ne ha già fatte di tutti i colori.. chissà cosa riuscirà a fare nei prossimi 60 a venire!

Dopo un giorno di riposo è doveroso un passaggio da Fabio, artefice della perfetta manutenzione della campa... a dir la verità mi odia, dice che lui si danna sistemarla ed io la sfascio più in fretta di quel che lui riesca a ripararla, insistendo ad andar per fossi ed a fare milioni di km.. ma lo so, in fondo mi vuole bene anche per questo...
Grazie a TUTTI gli amici, supporter, rifocillatori e
famiglie che non sto ad elencare per non annoiare più del dovuto.. ragazzi, lo sapete, siete stati una parte fondamentale di questa avventura, senza OGNUNO di voi non avrei potuto realizzare nulla...